You, my soul

Always has a new color the psyche saved from that incongruent impatience always will win a new means that poor fear of which sometimes ours lives are contamined and defeated always you stay at my arm and we stay hand in hand always walking till the sense of the existence isn’t a rediscovered dream always you my soul and me your attentive listener

Rossella Pompeo,

L’11 Gennaio 2019

Cosa ne e’ della funzione sociale del giornalismo?

Avete mai provato ad avvicinarvi alla redazione del quotidiano La repubblica, senza conoscere qualcuno che vi ci introduca?
Ebbene, provateci, vi trovereste a scoprire che il quotidiano La Repubblica, non e’ piu’ o forse non lo e’ mai stato come lo e’ per esempio e fortemente Il Messaggero, un giornale che in quanto tale ha primariamente un dovere sociale cui adempiere, ma avrete la sensazione di ritrovarvi ad entrare in un istituto di credito e come tale blindatissimo.
Eh si’ proprio cosi’ perche’, il primo incontro e’ quello con una barriera rappresentata da guardie e sistemi di sicurezza esattamente come quando si accede ad una banca.
E dell’originario ruolo per il quale si fonda un giornale, che cosa ne e’ restato? Cosa ne e’ del povero cittadino che vorrebbe interpellare la redazione del giornale La Repubblica, per raccontare malfatti subiti ingiustamente e quindi denunciabili alla pubblica opinione? Siamo di fronte ad un giornale divenuto una lobbye di potere, per pochi eletti, distante dai pubblici affari e che anzi, se ne protegge perche’ di funzione sociale e pubblica ne e’ restata ben poca fra i suoi corridoi?!
Cosa ne e’ della funzione sociale del giornalismo?
Eppure di recente il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna, ha apertamente ribadito che: “La nostra funzione sociale è quella di portare avanti la cultura del dialogo, non dobbiamo erigere muri” cui fa eco la voce del Pres. della Repubblica Mattarella quando afferma la necessita’ per i media di essere un “presidio della democrazia”.
E noi, cittadini, scrittori senza partito ma con una voce che vuole tutelare i deboli e i sopraffatti, cosa aspettiamo a rivendicare il nostro diritto all’ascolto da parte degli ormai inavvicinabili media ex filo governativi e pertanto non piu’ liberi?

Rossella Pompeo

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What is remained of the social function of journalism?

Have you ever tried to approach the editorial staff of the newspaper La Repubblica, without knowing someone who introduces you?
Well, try it, you will find out that the newspaper La Repubblica, is no longer ‘or perhaps never has been, as it is for example and strongly Il Messaggero, a newspaper that has primarily a social duty to fulfill, but you will feel like you are getting into a credit institution and you come blindly.
Oh yes, that’s right ‘cause, the first meeting is with a barrier represented by security guards and security systems.
And what about the original role for which a newspaper is founded? What about the poor citizen who would like to ask the editorial staff of the newspaper La Repubblica, to recount wrongs suffered unjustly and therefore denounced to public opinion? We are facing a newspaper that has become a power lobby for select few, distant from public affairs, he protects itself because of its social and public function, there is little remained between its corridors ?!
What is the social function of journalism?
Yet recently the president of the National Order of Journalists Carlo Verna, has openly reiterated that: “Our social function is to carry forward the culture of dialogue, we must not erect walls” which is echoed by the voice of the Pres. of the Republic Mattarella when he affirms the necessity of a ‘presidium of democracy’.
And we, citizens, writers without a party with a voice that wants to protect the weak and overwhelmed, what are we waiting to claim our right to listen by the now unapproachable media ex-government and therefore no longer ‘free?

Rossella Pompeo

Tre volti

Tre volti, un viaggio, una terra: l’Iran. Tanti incontri e credenze e scoperte di un luogo in cui la strada predomina e dove, seppure non c’e’ l’apparire di ambientazioni interne, l’intimita’ e’ una costante del film. Trapela dai primissimi piani quasi ossessivi che non lasciano tregua alla protagonista unica e assoluta per quasi tutto il quarto d’ora iniziale e consente che ognuno dia di se stesso all’altro un pezzo.

Rossella Pompeo
https://youtu.be/znb8eNc7z5M

Three faces

Three faces, a journey, a land: Iran. So many encounters and beliefs and discoveries of a place where the road predominates and where even if there is not the appearance of internal ambiences, intimacy is a constant in the film. It is in the very close-ups almost obsessive that do not leave truce to the only and absolute protagonist for almost the entire initial quarter of an hour and
allows everyone to give a piece of himself to another.

La scrittura

La scrittura è un bosco

Se esercito il mio pensiero sui libri la notte la testa mi parla mi suggerisce parole prima una poi un’altra allora sono in dubbio: proseguira’ tale dettatura e quindi ne sara’ valsa la pena di aver acceso la luce e di aver preso la penna per annotare tutte le successive parole? O sara’ solo un germe un semplice la’ che richiedera’ ulteriore dedizione e cosi’ continuando? E’ la scrittura una pioggia un treno di pensieri che raccolti formano un bosco da attraversare per capire di che specie ne sono gli arbusti? Sara’ un bosco di cedri, di faggi, un prato cosparso di ulivi giovani le cui fogliette brillano di verde al sole? O foglie di limoni che se strofinate produrranno un eccelso profumo?

Rossella Pompeo

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Writing is a wood

If I exercise my thoughts on books at night, my head speaks to me, I suggest words first, then another, then I’m in doubt: this dictation will continue and then it will be worth to turn on the light and get the pen for write down all the following words? Or will it be just a germ a simple one that will require further dedication and so continuing? Is the writing a rain a train of thoughts that collected form a forest to cross for understand what species are the shrubs? Will it be a forest of cedars, beeches, a meadow strewn with young olive trees whose leaves glisten green in the sun? Or leaves of lemons that if rubbed will produce a sublime scent?

Rossella Pompeo

Pane e America

Cari amici vicini e lontani vi invito tutti! Per me sara’ un’emozione leggervi le parole di una cosi’ bella storia che ho avuto il privilegio di raccontare facendola diventare un libro. 💙

Dalla quarta di copertina “Pane e America” di Rossella Pompeo, e’ la straordinaria storia di un uomo e del suo sogno realizzato attraversando luoghi storici che resteranno indelebili nella memoria del lettore, di incontri magici e della tenacia di chi non si arrende; e’ un invito al viaggio, ad abbandonare per ricominciare.

Ne parleranno con l’autrice il Prof. Marcello Carlino (Univ. La Sapienza) e il Prof. Ennio Cialone, presso il Salone di rappresentanza dell’ Amministrazione Provinciale di Frosinone
A seguire buffet

Venerdi’ 5 ottobre h16.30-19.30

Per vedere il video della serata clicca qui 👇👇👇

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2378038792222716&id=1384657311759264
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Dear friends, near and far, I invite you all! For me it will be an emotion to read the words of such a beautiful story that I had the privilege to tell by making of it a book. 💙

“Bread and America” ​​by Rossella Pompeo, is the extraordinary story of a man and his dream realized through historical places that will remain indelible in the reader’s memory, of magical encounters and of the tenacity of those who do not give up; it is an invitation to travel, to leave to start again.

Prof. Marcello Carlino (Univ. La Sapienza) and Prof. Ennio Cialone will speak with the author at the Representative Hall of the Provincial Administration of Frosinone.
Following buffet

To see the video click here👇👇👇

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2378038792222716&id=1384657311759264

Pane e America

Sono lieta di annunciarvi l’uscita della mia nuova creatura: “Pane e America” biografia di Edoardo Tagliaferri con la quale la casa editrice Lithos, inaugura la collana editoriale Biografie da me curata!
Una buona lettura a voi tutti!

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I am pleased to announce the release of my new creature: “Bread and America” biography of Edoardo Tagliaferri with which the Lithos publishing house, inaugurate the editorial series Biografie curated by me!

A good read to you all!

Rossella Pompeo

“Le mince squelette d’une modernité destinée au suicide” de Rossella Pompeo

Traduction pour l’Autre quotidien de Rossella Pompeo de son article: “L’esile scheletro di una modernita’ destinata al suicidio”

L’imprévisibilité et l’impermanence font partie de la vie.
Moins imprévisibles et moins impermanents, cependant, se sont avérés être les ponts – aqueducs romains.
Vous êtes-vous jamais demandés pourquoi ? Il est vit dit : l’art de construire des ponts aussi bien Etrusque, que Romaine, était considéré comme une activité rien moins que sacrée.
C’est d’elle qui dérive le terme Pontifex, faiseur de ponts; et de lui, l’actuel terme catholique, Pontife.
Et s’il vraiment s’agissait du maître constructeur, cela en époque romaine aurait mérité le surnom de Pontifex Maximus, la meilleure charge sacerdotale païenne de laquelle est puis dérivé, Plus haut Pontife.
Par contre aujourd’hui il y a les Universités et un strict sens esthétique à respecter.
Mais, l’esthétique qui la décide ? et au nom de qui ? quand elle concerne des oeuvres d’urbanisme créées dans un milieu naturel et quand leur utilité et but principal, il devrait assurer, sans en faire abstraction, la sûreté de la vie des gens ?
On reste sans mots devant le mince squelette de la modernité si comparé à la solidité et indestructibilité d’un des nombreaux ponts – aqueducs romains, créés indubitablement pour durer pendant plus de siecles.
À ce sujet o combien fut éclairant l’expérience perceptrice que je fis quand j’allai en Autriche où tout est fait pour durer !
Les intérieurs des wagons des trains et des trams, en bois massif, et qui ne connessaient pas du tout le plastique.
Qu’en nom de l’esthétique on doive renoncer à quelque chose de bien plus indispensable : la sûreté! rend vulnérable et prêts à tout pour justifier quelque chose qui ne devrait pas avoir la moindre racine dans la pensée humaine.
En Autriche tout il est construit pour durer; il n’y a pas non plus l’air conditionné dans les transports publics et pourtant, on respire et bien malgré la chaleur mais avec l’air naturel. Ainsi, l’homme est mis au centre et totalement respecté, comme principe-cadre de projet dans la longue durée de l’oeuvre construite tout a fait à l’avantage de son bénéficiaire.
Et de la sagesse et de la sacralité de nos aïeux étrusques et Romains, lesquels ponts sont ancore bien visibles en chaque partie du monde, que reste-il ?
Est-il utopique de souhaiter que dans les Universités on revient à enseigner les valeurs, l’importance fondamentale de l’être humain, et la protection de sa vie et pas plus et pas plus et seulement les futilités comme il semblerait l’être l’esthétique en nom du Dieu argent?

“Il est Dieu, c’est l’idéal qui constitue le centre. Il n’existe pas le beau ou la vrai art qui ne se caractérise pas pour l’ajustement du sensible à la vérité divine. Et quand ceci n’est plus possible, comme il arrive aujourd’hui, l’art n’existe plus. ”

Hegel, Esthétique

Traduction de Rossella Pompeo de son article: “L’esile scheletro della modernita’ destinata al suicidio”.

L’esile scheletro di una modernita’ destinata al suicidio di Rossella Pompeo

L’imprevedibilita’ e l’impermanenza sono aspetti fondamentali dell’esistenza. Meno imprevedibili e meno impermanenti hanno dimostrato tuttavia di essere i ponti e gli acquedotti Romani.
Vi siete mai chiesti il perche’? E’ presto detto: l’arte di costruire ponti, prima ancora Etrusca che Romana, era considerata un’attivita’ nientemeno che sacra.
Da essa deriva il termine Pontifex, facitore di ponti; e da esso, l’attuale termine cattolico, Pontefice.
Se addirittura si trattava del mastro costruttore, questo in epoca romana, avrebbe meritato l’appellativo di Pontifex Maximus, la massima carica sacerdotale pagana, da cui e’ derivato poi, Sommo Pontefice.
E oggi, invece, ci sono le Universita’, e il senso estetico da rispettare.
Si ma, l’estetica chi la decide? E in nome di cosa quando essa riguarda opere di urbanistica create in un ambiente naturale e quando la loro utilita’ e precipua finalita’ dovrebbe essere, senza prescinderne, la sicurezza della vita delle persone?
Si resta senza parole dinanzi all’esile scheletro della modernita’ se paragonato alla solidita’ e indistruttibilita’ di cio’ che venne indubbiamente creato per durare.
A tal proposito fu illuminante l’esperienza percettiva che feci quando andai in Austria: li’ tutto era fatto per durare!
Gli interni dei vagoni dei treni e dei tram, in legno massiccio, e che non sapevano minimamente che cosa fosse la plastica.
Che in nome dell’estetica debba rinunciarsi a qualcoda di ben piu’ irrinunciabile: la sicurezza, rende vulnerabili e pronti a tutto pur di giustificare qualcosa che non dovrebbe avere la benche’ minima radice nel pensiero umano.
In Austria tutto e’ fatto per durare, nemmeno l’aria condizionata c’era sui mezzi pubblici eppure, si respirava e bene, nonostante il caldo con l’aria naturale e cosi’, l’uomo posto al centro e rispettato totalmente, come principio cardine di progettazione nella lunga durata dell’opera costruita e ad esclusivo e solo vantaggio del suo fruitore.
E della saggezza, di quella sacralita’, dei nostri avi ingegneri romani i cui ponti sono visibili in ogni parte del mondo e a distanza di secoli, cosa ne e’ stato?
E’ utopico auspicarci che nelle Universita’ si torni ad insegnare i valori umani, la fondamentale importanza dell’essere umano, e la protezione della sua vita, e non piu’ e non soltanto le futilita’ come parrebbe essere l’estetica in nome del Dio denaro?
« “È Dio, è l’ideale che costituisce il centro. Non esiste bello o vera arte che non si caratterizzi per l’adeguamento del sensibile alla verità divina. E quando ciò non è più possibile, come accade oggi, non esiste più arte”. »
(Hegel, Estetica)
Roma, il 16 agosto 2018

C’est la’

C’est la’ le livre le plus scandaleux du pensee’ qui s’en posant sur une realite’ exemplaire il nous transmet un langage
Il nous echappe de mains car il nous veux faire comprendre une incomprhensible verite’
Celle du langage qui est toujours au de hors de nous qui nous vient transmise par un acte de depliement du coeur qui ouvrant ses yeux commence a vivre passionnement,
Rossella Pompeo