Ieri al Complesso dei Dioscuri del Quirinale

Soli

 

L’iride si appanna

contagiata com’è dal mostruoso

presente

Più non posso fingere l’umiliante

sentire

Il nero mi avvolge

il nero mi è intorno

Anneriti i volti gli oggetti

la rabbia tenuta inesplosa

La temibile Roma

gli inauditi romani la loro precipua preoccupazione:

mangiare

Si discute del cibo negli uffici

Le ricette i luoghi ove prenotare per:

mangiare

E nella metro ascoltare atterrita

la gioia dell’aver mangiato

bene

Un ristorante impreziosito dalla sua bottiglia d’acqua

firmata

Una bottiglia d’acqua fieramente pagata

E5.00

Leggere del maschio che partorisce un bimbo

leggere restando interdetta

Il Metro si permette la presa in giro

di noi lettori

Scrive notizie pubblicamente false

ma chi legge non lo sa

Ma Metro tira a indovinare cos’è

che accadrà nel 2033

E le voci correre corpose dentro le case

da cui un rimbombo maschile: “ed è gol…”

le antenne paraboliche in divenire il calcio l’ha vinta

e l’Italia come l’Argentina e l’Italia come la Grecia

Così noi restiamo muti. Tale la violenza

del voler fingere non vi sia violenza

in Italia a Roma

dove i motorini ti investono sul marciapiede

e rischi a ogni ora la vita

Cosa ci è restato ancora?

Perchè una tale mancanza di rispetto

verso noi restati ancora benchè per poco

esseri umani?

***

Non so non vivere di questo lamento avverso

susseguono minuti di rivolta interiore

spenta la città appare naufragare

in un brusio di voci

a tinte forti

oltraggiate

stufe

inveiscono sono piene mi fanno paura

hanno diritto

sono nel giusto

desiderare di avere una voce udibile

se la prendono con la passeggera gli anziani

lei che non ha osato alzare il suo culo nè chiedere se volessero il suo posto

noi  italiani privi ormai del senso del rispetto

incauti persino verso noi stessi

abbiamo decisamente oltraggiato il senso del pudore

recesso indietreggiato l’opera del bene

cosa essere il bene ?

se non l’egoico sè alla ricerca del successo

eppure le voci si levano

si leveranno in un turpiloquio

diverrà possente non resteranno

le loro voci tentativi inascoltati

dovranno dovremo voltarci verso l’altro

©Rossella Pompeo

http://www.museodelmetaverso.it/events/questa-e-la-mafia-corollario-la-violenza-e-l-arte

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