La dimensione dell’assurdo

La dimensione dell’assurdo

nella mente incellofanata

solo il vuoto del trattenere

il simulacro del piacere

ha ostruito e pensare al comico

infatua stordisce

per un attimo ricrea

***

Volli abitarmi nel corpo

riposarlo dopo l’occupazione

nel ripostiglio ormai impolverato

ossa su ossa flessibili lunghe appuntite

un esagono di vetro io supina

mi dispongo ermetica non compio

accorta attendo eseguo movimenti parcellizzati

il pensiero mi offende sempre

***

Vincilo distrailo l’analfabeta

non potersi più permettere

il vanto dell’offesa

è il mio vanto a vantarmi

ora perseguo la me ora

abbondo in un corpo vivo

***

E la feritoia il deposito alla dogana

oltre la soglia solo permesso

Hai chiesto

di poter accedere?

Ora o mai più

entra

***

Erano i volti carichi

non potei non notarli

fulgidi semi aperti i loro occhi

guardavano mi scrutavano

Come non sentirli addosso

e come permettere quest’indiscrezione?

Abituarsene nella dismissione

crea facilità ad operare

***

Io che non volli più abitarmi

riabilito il corpo riusandolo

lo penetro mi appartengo

finemente non vergognartene

di essere non smettere di essere

Vantati al più liberati nelle cellule                  ©Copyright Rossella Pompeo 2012 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...