L’elegia delle cose

Muro dell'ospedale Nuovo Regina Margherita

 

L’elegia delle cose

e dei gesti in esse accordati

 

La danza del guardare

per prendere e l’aver preso

 

Toccare appena ci si è mossi

a farlo

 

“Nella, si era alzata; era andata

alla finestra ed aveva accostato

le imposte, come se anche a lei

la luce desse fastidio.”

 

L’ho tradotto nel mio mondo del

visivo mentale

L’andare verso lo spingersi a

Il concatenare gesti

L’attenta analisi del fare

Il riporre per conservare

 

Alle cure devolvere gli oggetti

Le cose

 

Non gettarle riporle

Tenerle al caldo come di ventre

 

Germogliano sempre altro tempo

Le cose

 

Riproducono esse richiedono un fare

Ci permettono di essere

Non le sciupare

***

 

E mi imbarazzo

di fronte ai

miei versi

Provo gioia infinita

E la grafia con

l’inchiostro nata

si accende su di un foglio

Vocali consonanti

scoprire un alfabeto di

suoni non più trattenuti

ma donati prima alla

carta poi a te

Le cose partoriscono le cose

e i gesti per curarle

Se si è ammalati anche le cose

lo diventano

per effetto di distacco

E’ la distanza da esse a

impolverarle tutte

come d’oblio

E se tu ti inarchi dentro

te stesso

Tu hai perso e fallito

con te innati i gesti

così interrotti deperiscono

nella tua natura ormai brulla

***

 

Del terminare e

realizzare compiutamente

Dello stare come combaciare

Stare in, stare accanto

Dello stare nella presenza

specchio naturale del sentire

A-parola a-fono

Tu non te ne avvedi di colui che

è stanco

Non emette suoni non più solo

annuisce

Il gesto esprime il pensiero

taciturno eppure giunto

Lo percepisti? prestasti quell’attenzione

che l’altro merita?

Gli offristi i tuoi occhi come a mendico

un centesimo?

Con disprezzo o con gioia?

Con passione, come?

Come regalare ascolto come pervadere

un mutismo

Ho un grandangolare nell’occhio

in entrambi

le cose di cui le mie mani sono

portatrici come mezzi

mi appaiono ingigantirsi

come specchio di una me che

vuole imparare a donare              ©Copyright Rossella Pompeo 2012 

Il periodo: “Nella…” è tratto da: “Lo scialo” di Vasco Pratolini, Arnoldo Mondadori Editore 1971

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