La mia poesia Al Pitigliani, Centro Ebraico Italiano

Per la giornata della memoria

A Ferramonti di Tarsia il più grande kibbutz d’Europa

A Ferramonti di Tarsia c’era un campo di concentramento.

Si era vicino Cosenza, nella Calabria della seconda guerra mondiale.

Gli ebrei, gli apolidi, gli slavi ne erano internati.

I profughi avevano creduto imbarcandosi, di raggiungere la Palestina

ma 1604 ebrei finirono nel campo di Ferramonti di Tarsia.

Il campo era insalubre, la malaria dilagò assai presto.

Gli interessi economici avevano spinto i costruttori dell’epoca

a costruire là dove erano già sorti i loro cantieri.

Pure il campo di Pisticci nelle Marche l’aveva costruito lui, il costruttore Parrini.

Ma nessuno perdette la vita laggiù a Tarsia, nessuno venne deportato in Germania.

Allora venne detto kibbutz. Il campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia

il più grande kibbutz d’Europa.

Era il 14 settembre del 1943 quando il campo fu liberato.

S’era diffusa la notizia che un’epidemia di tifo era dilagata e così,

la colonna nazista della divisione corazzata Hermann Goering, se ne tenne alla larga.

******

M N E M O S Y N E

smemorati

smemoratezza

impudico clamore odierno

catene pesanti d’odio

ferro a corrodere incute timore

rasati i capelli nasconditi celati

impoverisciti nelle ossa

scarnificato lamento

Oggi regni smemoratezza, ci regni

sui capi chini

i capi chini

non si voltano ormai più a ricordare

non sanno più nemmeno loro chi sono

******

Riflessioni sulla contemporaneità a margine di una storia mondiale del dolore

I corpi del dolore spettacolo

spettacolare il dolore agisce tiepido

non incupisce più non intimorisce non TOCCA più

si rinnova l’emorragia di odio sotterraneo

l’ignoranza emersa ha occluso i cuori

solo vanità di apparenze

destini di superficiali avvenenze

e la storia, la storia del dolore

non insegna no

crea abitudine lo spettacolo odierno,

il dolore, le morti nei corpi

vicini sentiti estranei nell’abitudinarietà

dell’immagine S T O P

immagine S T O P

spegniti immagine, lasciaci parlare

e incontrare e annusare e imparare a riconoscerci

nelle facce sempre più distanti

divenute mere spettatrici

S T O P guardare

S T O P spettatore

risvegliati cuore senti senti senti

il dolore è vero

lui, non finge

http://www.periodicodaily.com/2013/01/23/giornata-della-memoria-al-centro-ebraico-pitigliani-di-roma/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...