Il mattino tento un innevato esperimento

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Il mattino tento un innevato esperimento

tra foglie sepolte e aghi e unguenti

e aspre labbra

 

Rigiro il verso a un capo e ne sono ai piedi

Sotto la coltre della lana il sole bagna

germinano cuori di crisalidi

 

Il fruscio di un respiro traspira

al buio gemendo una luce come bocche

assetate dalla corrosiva attesa

 

Trasparenti le spighe ondulate a un passo dal nevicare

con i fiori dirottati e le perle consunte lacere

rivoltate come cuori impolverati che tossiscono

 

Oltre la mano ospita il nero di una piuma

giunta inaspettata ha il volto che sa di sorriso

E cade talvolta si perde volando si allontana

 

E il melmoso cuore non ha rispetto

si allena fa le capriole danzando pronto anche alla morte

spento allontanato non ricorda più che nome aveva il suo corpo

 

Non lo vince la pioggia ma un fiore disseccato

nei petali restati unti dalle lacrime del tempo in corsa

in una provocazione che ha un incalzare audace

e lampi celeri di vaste traiettorie inusitate

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