Arrivammo a Siena dal Sud, nel crepuscolo roseo del giorno che si spegneva.

Un vecchio albergo, “La Toscana”. Nella mia piccola camera, all’ultimo piano, e’ aperta la finestra, io mi sporgo per respirare l’aria fresca dei monti dopo l’afoso vagone…

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Dio mio! Il cielo roseo si spegnera’ subito completamente. Da per tutto torri aguzze, da qualsiasi parte si guardi, sottili, leggere, come tutto il gotico italiano, sottili fino all’insolenza, e tanto alte come se mirassero proprio al cuore stesso di Dio.

Tutti riceviamo un dono.

Poi, non ricordiamo più

Né da chi né che sia.

Soltanto, ne conserviamo

– pungente e senza condono –

la spina della nostalgia.

G. Caproni, Generalizzando poesia tratta da: Res amissa

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Siena del mattino

Siena dell’addio

Siena della mia nostalgia

Siena di Santa Cristina

di Aleksandr Blok

di Antonio Prete

di Jean Paul Philippe

Siena assiepata su un monte

Siena del Monte dei Paschi

Sei Siena del grano della spiga e del Duomo

Siena del Chigi

Siena del caffè del Consorzio

Siena del Palio di Siena

Siena del bianco e del nero

Siena del carroccio e della martinella

Siena delle gotiche torri aguzze

Siena dell’azzurrite

Siena dell’alabastro

Sei Siena della mia nostalgia

Rossella Pompeo

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