LA DONNA CHE FACEVA CRESCERE GLI ALBERI

Catrin Welz-Stein-www.kaifineart.com-18

Cronache di un romanzo di imminente pubblicazione:

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Dunque, il viaggio seppur infernale ha comunque e sempre una fine. E per fortuna la ebbe atterrando su quell’isola che ha nome Sicilia e sulla quale io avvertii una sensazione potentissima e mai vissuta prima non appena ci poggiai sopra i miei piedi.

Mentre mi avviavo ad uscire dalla pista di atterraggio ed ero in procinto di varcare la  porta di accesso dell’aeroporto, una sensazione fortissima e potente si impadroniva di me: sentivo una forte pressione, un’attrazione che dal basso voleva spingermi dentro risucchiandomi fin nella terra; un’energia tale da scuotere il mio corpo fino a volerlo quasi ingoiare nel suo più oscuro e segreto cratere.

Ciò mi scosse e mi colpì come sensazione nuova e fortissima mai prima avvertita.

Ma come e perché ero finita fino in Sicilia e nel mese più bello forse, dell’anno: giugno?

Avevo terminato di scrivere il romanzo lo avevo inviato com’è d’obbligo e un giorno, un giovedì per l’esattezza, il portiere mi consegnò un plico. Il mio romanzo pensai senza neanche aprirlo; e all’stante: e perché me lo restituiscono? Aspetto prima di sciogliere l’immane groviglio di perché che ha appena iniziato ad assediare la mia testa, di varcare il cancello di ingresso e poi le scale che dal pianerottolo mi portano fin su a casa e senza esitare rompo gli indugi mi decido e scarto. O forse avevo scartato già prima, ancora prima di aver composto il codice che consente di aprire il cancello e poi di varcarlo? Prima ancora di aprire la porta di casa e magari ferma sotto l’ombra della chioma di uno dei begli alberi che varca il sentiero della via di dove abito?

Ecco un dubbio simile e quindi una possibilità di scrittura dissimile dall’altra potrebbe ben cogliere anche il romanziere più esperto e più avvezzo e metterlo nel dubbio sul come fare a sgarbugliare la storia da lui appena pensata; prendere una via o un’altra? C’è sempre un’altra possibilità e mai una e sola e inequivocabile per il romanziere, un romanzo potrebbe sempre riscriversi e in altro e migliore modo (ma ciò non è garantito) di come appare esser stato scritto e intelaiato.

Comunque facciamo finta che il passaggio dell’apertura e conseguente svelamento del contenuto del plico si sia svolto e nel migliore dei modi e io abbia scoperto che il mio romanzo mi viene recapitato e sul frontespizio accanto al mio nome e cognome qualcuno e a penna abbia inserito la parolina Dott.ssa così in modo del tutto ossequioso e riguardoso verso me, la scrivente. Tanto questo da indurmi a credere che anche il contenuto ne fosse corretto e sì il romanzo scelto per la pubblicazione da una casa editrice di tutto rispetto e molto, molto amata da me: la Sellerio.

Ma, come ogni storia che si rispetti ha altre e tante conseguenze e prima fra tutte che spesso e volentieri la realtà si discosta dai sogni rendendoli apparentemente futili e suscettibili di rinuncia. Ma può uno scrittore rinunciare a fare lo scrittore?

[To be continued….]

“LA DONNA CHE FACEVA CRESCERE GLI ALBERI” Cronache di un romanzo 5 sarà presto on line, arrivederci!

Rossella Pompeo

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