Io celebro la notte

E’ trascorso qualche anno, due, per l’esattezza, da quel Festival: “Entropia” tenutosi a Roma presso l’Ex Mattatoio di Testaccio e soltanto oggi ne ricevo il ricordo! La foto è di Dino Ignani e io sono intenta a leggere: “Io celebro la notte” non scritta per l’occasione ma scelta per festeggiare la poesia in una delle serate romane di fine agosto. Lunga fu l’attesa di salire su quel palco immenso e prepotente(mente) maestoso e io non degna del nome rock star come coloro che presumibilmente ne sono ospitati. Ho fatto del mio meglio e la luna ha illuminato tutti i poeti presenti a attendere ciascuno il suo turno e così io attendevo e conoscevo un poeta, un romanziere, un uomo affascinante e essenziale per non dire fondamentale della poesia visto il ruolo che ha avuto nel permettere a noi italiani di conoscere l’unica più alta e inarrivabile, lei, Emily Dickinson essendone il traduttore e lo scopritore, lui, Silvio Raffo.

Ho amabilmente parlato e ricevuto i complimenti a “Io celebro la notte” (da lui considerata precisa e essenziale al pari di una poesia inglese) lui,uomo elegante e ineguagliabile, nello stile nel parlare nell’essere, in presenza del quale si è improvvisamente catapultati in un’atmosfera di altri tempi, quelli della raffinatezza, del bello, della gentilezza, dell’inimitabile savoir faire.

Daniela Rampa, moglie del grande Vito Riviello era con noi e mi suggerì di chiedere a  Silvio Raffo di tradurla in inglese e è ciò che ho fatto ma aspetto ancora!

Con vero piacere ripropongo qui quella poesia scritta in una notte insonne e lunga tanto quanto basta a dire addio a un amore dolorosissimo e insidioso che non si decideva a abbandonare il mio cuore il mio animo la mia vita rendendoli tristi e annaspanti. Esprimo un saluto gridandolo affinché lo possa sentire, a colui che ormai non è più con noi ma che è stato tra i più grandi animatori della cultura romana: Simone Carella e infine il mio grazie è rivolto come sempre e mai scontatamente a VOI miei lettori adorati!

IO CELEBRO LA NOTTE

Io celebro la notte

nei vasti oscuri ristagni

nei luoghi dei sepolti giorni

Io celebro la mia notte

addensata da gemme cuneiformi

i cui spigoli mi hanno lesa

fino a penetrarmi il cuore

Io celebro tutte le mie notti

dell’insonnia

del non luogo

del duplice taglio

infertomi e inferto

Io celebro la notte

del luogo ove mi rinchiusi

accaldata non osai riemergere

la terra così bene mi aveva accolta

del giorno e della sua luce

non assaporai che il tormento

Io celebro la notte

dell’iniziale giorno

quando tutto ormai è accaduto

il tempo esacerbato il mio animo

la vita compiuto il suo corso

Io abbraccio il nuovo

Io estendo lo sguardo

amplio gli orizzonti

Io non rinuncio a vivere non più

*

I celebrate the night

In the vast dark stays

In the places of the buried days

I celebrate my night

Thickened by cuneiform gems

Whose edges have hurt me

Until to penetrate my heart

I celebrate all my nights

Of the insomnia

Of no place

Of the double cut

Given and suffered

I celebrate the night

Of the place where I was locked in

Heated I did not dare to re-emerge

The earth so well received me

Of the day and of his light

I did not taste that torment

I celebrate the night

The starting day

When all this has happened

Time exacerbated my soul

The life done his course

I embrace the new one

I look out

I brohaden the horizons

I don’t give up living not anymore

Rossella Pompeo

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