Più che per l’incontro tenutosi a Frosinone presso la Villa Comunale, con Maurizio Ferrara, uno dei maggiori traduttori letterari dal francese, per me la serata della presentazione de: “Le ossa del generale” di cui ne è l’autore, è stata indimenticabile per una ragione. Aver rivisto Valérie, dopo un tempo immemorabile. Ed infatti una voce, quella di B. ha soavemente affermato, sussurrandomelo quasi nell’orecchio, “Sei tornata a casa!” Ed ero tornata a casa, proprio così, ed ero stata riaccolta da persone con le quali ho trascorso gli anni più importanti e indimenticabili della mia vita. Quegli anni fatti di smisurati attimi ai quali la memoria non fa che tornare e ritornare e che, impensabilmente, ti si ripresentano davanti come mai trascorsi. E lei, la bionda Valérie, quella che poteva divenire e ben dirsi la mia sorellastra, è stato il regalo più bello. E tutto d’improvviso è compiuto, il cerchio come per incanto si chiude e magicamente scopri che Valérie, la figlia di Jeffrey Ball, l’uomo al quale devo in gran parte la mia smisurata passione per il francese e per l’inglese, è la nipote di Maurizio Ferrara, il quale ovviamente ben conosce la mia famiglia.
Jeffery Ball e mia mamma, entrambi divorziati, furono compagni di vita per anni, Jeffrey viveva con noi e nei fine settimana si univa anche Valérie che dormiva nella mia stessa camera da letto.
Che regali inattesi sa offrirti la vita!

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