We need

We need a wood
all we need is to be
in a nest
into a forest
into the ground
between millions of leaves
to be alive

Rossella Pompeo

 

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Il coraggio di una donna

Il coraggio di una donna di frantumare i muri dell’ipocrisia costruiti dai ceti abbienti e dal potere politico, di porsi a capo di una battaglia in difesa della costituzione da tutti giudicata impossibile, diventa l’esempio di vittoria assoluta per chiunque. Vincere le paure di ritrovarsi soli e non condivisi rende unici e modelli esemplari di comportamento, questo e’ The post questa e’ una donna Katharine Graham come ci si auspicherebbe che fossero se non tutte, almeno la maggior parte delle donne.

Rossella Pompeo

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The courage of a woman to shatter the walls of hypocrisy built by the affluent classes and by the political power, to put herself in charge of a battle in defense of the constitution considered by all to be impossible, becomes the example of absolute victory for all. Winning the fears of finding herself alone and not shared, makes unique and an exemplary model of behavior. This is “The post” this is Katharine Graham a woman as one would hope they were if not all, at least the majority of women.

Un film che fa sognare

La storia di un’appassionata e appassionante amicizia frutto della stima reciproca che stimola una continua crescita; di ideali che si rafforzano; di attivismo che potenzia gli spiriti. Di coraggio alimentato dall’amore prodotto dei legami prodotto senza prezzo eppure di inestimabile valore che trascende i personalismi lasciando il passo sempre e comunque all’altro da se’, amico fidanzato moglie che sia. Classe operaia come coro di una tragedia che sara’ mondiale ancorche’ greca, ma afono le cui voci sono penalmente annientate e soffocate dallo stridore delle macchine. 

Un coro inconsapevole del suo valore e di cui farsi portavoci ed educatori, in un instancabile desiderio di giustizia dal nome: comunismo. Marx, Hengels, Proudhon e Jenny von Westphalen, Lizzie Burns quando essere donne non e’ bambinescamente pretendere di possedere il potere maschile e competere con esso ma, e’ alimento di esso, e’ fiamma che lo sostiene vivo e vincente in una lotta che si fa comune e avvincente.
La cultura frutto di instancabile ricerca anche a costo della fame, la cultura perseguita ciecamente senza temere, senza ricercare accomodamenti di sorta, la cultura riflesso di una storia di personale sensibilita’ e anche di strenua debolezza, espressione di un uomo che ricerca ed e’ pronto anche a saper perdere ma non e mai la stima dell’altro ma se stesso per l’altro e per la vittoria dell’altro.
Tutto questo e ancora di piu’ e’ Marx, “Il giovane Karl Marx” la storia di un uomo, la storia dell’amore che rende uomini!

Rossella Pompeo

A movie that makes you dream.
The story of a passionate and exciting friendship, fruit of mutual esteem that stimulates continuous growth; of ideals that are strengthened; of activism that empowers the spirits.
Courage fueled by love produced by ties produced priceless and yet of inestimable value that transcends personalisms leaving the step always and however to the other by yourself, whotever it is, a friend a wife. Working class as a chorus of a tragedy that will be of all the world although Greek, but voiceless whose voices are criminally annihilating and suffocated by the screech of the machines.
A chorus unaware of its value and to be spokesmen and educators, in a tireless desire for justice by the name: communism. Marx, Hengels, Proudhon, Jenny von Westphalen, Lizzie Burns when being a woman is not childishly claiming to possess male power and competing with it but, is food of it, is flame that sustains it alive and winning in a fight that becomes common and compelling.
The culture is the result of untiring research even at the cost of hunger, the culture blindly pursued without fear, without looking for accommodation, the culture reflected in a story of personal sensitivity and also the strenuous weakness of a man who is search and ready also to lose but never the esteem of the other but himself for the other and for the victory of the other.
All this and even more is Marx, “The young Karl Marx” the story of a man, the story of love that makes men! chorus unaware of its value and to be spokesmen and educators, in a tireless desire for justice by the name: communism. Marx, Hengels, Proudhon, Jenny von Westphalen, Lizzie Burns when being a woman is not childishly claiming to possess male power and competing with it but, is food of it, is flame that sustains it alive and winning in a fight that becomes common and compelling.
The culture is the result of untiring research even at the cost of hunger, the culture blindly pursued without fear, without looking for accommodation, the culture reflected in a story of personal sensitivity and also the strenuous weakness of a man who is in search and ready also to lose but never the esteem of the other but himself for the other and for the victory of the other.
All this and even more is Marx, “The young Karl Marx” the story of a man, the story of love that makes men!

Attenti a voi, scapoli impenitenti!

“Il filo nascosto” soggioga con ottime inquadrature e una colonna sonora da sogno e ambientazioni e recitazione ineccepibili; peccato che il tutto, non sia pero’ sorretto da una sceneggiatura degna di questo nome.
Dialoghi ammiccanti, un Daniel Day-Lewis con il quale pensare forse di ricreare l’atmosfera affascinante unica e insuperata, perche’ ineguagliabile, de: “Il paziente inglese”?
La pellicola scorre in modo da creare tensione a suon di glamour e fascino ma, alla scoperta di cosa? Quel qualcosa che non arrivera’ mai in un perdurante stato d’attesa, rendendo il protagonista uno zimbello.
Ridicolo l’espediente dei funghi usati per avvelenare, una pochezza destinata a ripetersi, sorretta dal glamour che luccica e ti trattiene e ti induce a continuare, per infine, sentirti preso in giro.
Cosi’ Paul Thomas Anderson, ci illude tutti, indorando una storia puerile, fatta di luoghi comuni e antiche saggezze orientali, di vendette ad effetto si’ ma proprie dei veri film storici.
Un potpourri nauseante! In cui desta sorpresa, ma e’ qualcosa che ahime’ accade sempre piu’ spesso, e cioe’, che siano scelte attrici protagoniste in tutto e per tutto rassomiglianti ad altre, gia’ note, e affermate.
E allora, come non notare qui, l’innata rozzezza accentuata certo, del personaggio interpretato da Vicki Crieps che rievoca una spesso impacciata e dall’aria “campestre” della brava, pulita e semplice ragazza della porta accanto, di Alba Rohrwacher? cui si aggiungono anche i tratti fisici a conferma di un simile richiamo?
Le spalle ricurve, la squadratura del volto e Leslei Manville? che, nella magrezza e nell’essere minuta, e nei tratti del volto e nella capigliatura, ricorda una Marguerite Duras qui raffinatissima. E’ questo il frutto del caso o di una pura volonta’? Vedere dei volti nuovi, immacolati, che rapiscano per novita’ caratteriale, invece? non e’ pensabile?
Il cinema copia se stesso, gioca rimanda richiama, e’ forse sparita la capacita’ di scegliere o si deve giustificare il tutto, renderlo plausibile, in nome del caro vecchio business?
Manca quel respiro chiamato vita, quel naturale procedere degli eventi, c’e’ una macchinazione stancante di mediocre fatturazione gia’ intuibile ad inizio film dall’espressione: “in un battito di ciglia”… in uso ed abuso ormai da anni e commercialissima, possibile attenuante: i traduttori dei dialoghi?

Rossella Pompeo

La donna che faceva crescere gli alberi

LA DONNA CHE FACEVA CRESCERE GLI ALBERI mi portera’ nel mese di maggio, il 23 alle h18.30 nella citta’ di Rovereto dove saremo ospiti de:”Il Furore dei libri”.
La presentazione del romanzo si terra’ presso la sala multimediale della Biblioteca Civica di Rovereto G. Tartarotti.
Agli amici lettori di Rovereto un caro benvenuto, spero di incontrarvi in molti!